Il 30 luglio di duecento anni fa nasceva Emily Brontë, una delle mie scrittrici preferite. Creatura della brughiera e della tempesta,  figlia delle stelle e dei sogni, Emily era tutto questo e molto di più.

 

Emily Brontë

 

Definita dalla poetessa americana Emily Dickinson “la gigantessa“, Emily è un’autrice alquanto particolare nel vasto panorama della letteratura inglese. Impossibile trovare un’altra come lei.

Emily ha donato al mondo un unico romanzo, cupo e appassionato, Cime tempestose (Wuthering Heights), pubblicato dal truffaldino editore Newby nel dicembre del 1847; quasi 200 poesie, evocative e profonde,  esattamente come il luogo impervio dal quale sono state ispirate; i suoi preziosi appunti e note di diario, e i nove “devoirs” in lingua francese, composti nel 1842 durante il suo soggiorno a Bruxelles con sua sorella Charlotte.

 

Ritratto dell’amato cane Keeper, eseguito da Emily il 24 aprile 1838.

 

Emily, anima sfuggente, indomita e misteriosa, si affidava ciecamente alla selvaggia brughiera, ai suoi fedeli e sinceri animali e all’immaginazione, definita nelle sue poesie come il “Dio delle visioni”.

Diffidava degli uomini, perché non la comprendevano. Lei non voleva conformarsi, non voleva seguire i dettami delle mode o delle frivolezze della società.  Emily ricercava la verità e volle sempre restare fedele a se stessa, in accordo con la propria natura. Del resto persino il suo romanzo appena pubblicato non fu compreso. L’epoca non era affatto preparata per l’intensità e la modernità di Cime tempestose.

Mi piacerebbe che quei signori che hanno disprezzato il suo libro, considerati esperti critici letterari, vedessero ora quello che è diventato Cime tempestose nel corso del tempo, e chi è Emily in realtà.

Emily Brontë nel Pillar Portrait eseguito dal fratello Branwell nel 1834.

 

Nata a Thornton e cresciuta a Haworth, un villaggio isolato dello Yorkshire, in Inghilterra, Emily non ambiva affatto alla fama e alla notorietà. Per lei scrivere faceva parte della sua stessa esistenza, era un’attività privata e preziosa. Ne aveva bisogno, come del suo stesso respiro. Si ritagliava sempre qualche momento per leggere e scrivere, mentre cucinava o puliva, quando stava in giardino a curare i suoi fiori o di notte nella sua piccola stanza prima di addormentarsi, mentre contemplava quel mondo fuori dalla finestra invaso dalle tenebre e dalle stelle, quel mondo pieno di meraviglie, che poteva divenire anche così freddo e spietato con le sue creature.

 

Non ho speranze nel mondo di fuori;

due volte mi è caro il mondo che è in me;

dove astuzia, odio e dubbio,

e freddi sospetti non hanno dimora.

 

Emily Brontë, Poesie

 

Quel luogo e quella silenziosa Canonica erano tutta la sua vita. Non riuscì mai ad allontanarsene.  Ci provò e quasi morì. Emily detestava viaggiare; del resto non aveva bisogno di nient’altro.

Fate attenzione, perché nella vita sono proprio le stelle silenziose che tentano timidamente di celarsi quelle più pure, quelle che brillano di più e che non moriranno mai.

Emily e io ci conosciamo molto bene. Caratterialmente siamo molto affini,  abbiamo tantissime cose in comune, ma è soprattutto un punto che ci accomuna: il mondo esterno ha fallito su entrambe.

Emily si appigliava tenacemente ai sogni come un naufrago resta saldamente aggrappato alla sua zattera di salvezza, mentre l’oceano attorno infuria e la tempesta si prepara a arrivare.

Anch’io sono su quella zattera insieme a lei, e ci sono da parecchio tempo ormai, con tutti i pro e i contro.

Mi sono appassionata a Emily Brontë al liceo, ma lei si è palesata profondamente nella mia vita tre anni fa, proprio nel momento in cui ne avevo più bisogno, proprio quando non mi sentivo capita da nessuno. I libri di Emily, Charlotte e Anne Brontë sono stati la mia àncora di salvezza. Le loro parole hanno asciugato le mie lacrime, mi hanno ridato la speranza, e sento tuttora un debito di riconoscenza verso tutte e tre, che non so se riuscirò mai a ripagare.

Michela Alessandroni della sempre più luminosa casa editrice flower-ed e io abbiamo voluto celebrare questa immensa donna e autrice con una biografia, un omaggio al suo genio letterario, alle sue immortali parole che ancora riecheggiano potentemente tra di noi, ma anche e soprattutto alla sua innocente anima solitaria.

Pur non essendomi mai recata a Haworth, ho respirato anch’io l’aria fresca della brughiera e il profumo della purpurea erica e ho passeggiato anch’io con Emily e il suo amato cane Keeper. Non occorre essersi recati fisicamente in un luogo per capirlo e amarlo, così come non occorre essere stati innamorati per conoscere l’amore. E’ stata proprio Emily ad insegnarcelo.

 

20180726_180719

 

Dovunque sia ora,  sicuramente assieme a Keeper e agli altri animali, spero che Emily fermi un attimo lo sguardo su di noi, sul mondo intero che la celebrando e omaggiando e che sorrida dolcemente. Il suo sorriso sarebbe per noi il regalo più bello.

 

Credi in un cuore che crede in te

pronuncia con forza il tuo addio

sappi che ovunque io vada

il mio cuore rimane col tuo.

 

Emily Brontë, Poesie

 

Emily Brontë

 

Oggi pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 17 la casa editrice flower-ed ha organizzato un incontro letterario su Facebook per celebrare il Bicentenario della nascita di Emily Brontë. Siete tutti invitati!!! ❤

Bicentenario di Emily Brontë – Incontro letterario

 

Ѐ questo il tempo di sognare. Vita e opere di Emily Brontë di Sara Staffolani, flower-ed 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “30 luglio 2018 – Bicentenario di nascita di Emily Brontë

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