Il 26 settembre 1871 nasceva Edith Holden, artista,  illustratrice, naturalista e insegnante inglese.

 

 

Nata a King’s Norton, Birmingham, nella splendida contea di West Mildland, la stessa contea dove il celebre scrittore J. R. R. Tolkien trarrà ispirazione per il suo capolavoro,  “Il signore degli anelli”, Edith fin dall’infanzia sviluppò un forte amore per la natura e gli animali.

Adorava passeggiare da sola per ore e ore nella deliziosa campagna inglese e nella brughiera, e pedalare con la sua bicicletta per i vari sentieri. Osservava le meraviglie e i mutamenti della natura attorno a sé e il comportamento degli animali. La natura selvaggia e gli animali non avevano segreti per lei e Edith vi donava se stessa incondizionatamente.

Specializzatasi nella pittura di animali e piante, nel 1906 Edith compose e illustrò con dei meravigliosi  e delicati acquerelli il suo  “Diario di campagna di una signora inglese del primo Novecento”  (The Country Diary of an Edwardian Lady) dove annotò e registrò minuziosamente le sue osservazioni botaniche e zoologiche.

Mese dopo mese, da gennaio a dicembre, Edith ci accompagna all’interno della campagna e della brughiera inglese  (e anche scozzese) descrivendo fedelmente ciò che vedeva e che la colpiva particolarmente. E non solo. Le sue osservazioni e i suoi pensieri erano accompagnati da detti polari e da splendidi versi poetici attinenti al mese in questione e allo stato d’animo che esso ispirava.

Edith lo  scrisse e lo illustrò mentre insegnava arte presso la scuola femminile di Solihull, e non pensava affatto alla pubblicazione, al contrario di un’altra scrittrice inglese molto simile a lei per indole e passioni, Beatrix Potter.

Edith compose il suo diario esclusivamente come modello di riferimento per il lavoro delle sue allieve.

Cinquantasette anni dopo la morte di Edith, il diario venne ritrovato per caso in una biblioteca di famiglia dalla giovane pronipote Rowena Stott, anch’ella artista, che, intuendone il potenziale, lo fece pubblicare dall’editore locale Webb & Bower e fu un immediato successo internazionale, tanto che venne tradotto in oltre 13 lingue.

Peccato che Edith non fosse più in vita per godere del suo successo.

C’è una cosa che molti non sanno e cioè che in realtà i Diari di campagna sono due.

Nel 1905, quindi un anno prima,  Edith aveva scritto un altro diario, corredato ugualmente da splendidi acquerelli, dai suoi pensieri e da suggestive poesie. Venne ritrovato misteriosamente solo nel 1987 e pubblicato nel 1989 con il titolo “Appunti sulla natura di una signora inglese del primo Novecento” o anche “Il secondo diario di campagna di una signora inglese del primo Novecento” ( The Nature Notes of an Edwardian Lady).

Entrambi sono un po’ più difficili da reperire in lingua italiana (soprattutto quello del 1905) , ma con un po’ di fortuna si trovano ancora.

Queste due opere sono preziosissime perché rievocano la pace e la quieta atmosfera di un’Inghilterra e di mondo agreste che purtroppo non esistono più.

Grazie alla sensibilità di Edith Holden, anche noi oggi, guidati dalle sue parole,  abbiamo la possibilità di immergerci in quei luoghi incantati, e mentre lo si legge e lo si ammira è impossibile non farsi prendere dalla nostalgia per quel tempo passato che avremmo voluto vedere e vivere anche noi.

 

 

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Se volete scoprirne di più su Edith Holden, c’è una pagina Facebook tutta dedicata a lei:

Edith Holden – pagina italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “Edith Holden e i suoi Diari di campagna

  1. Ciao, seguo da tempo il tuo blog ma non avevo ancora avuto occasione di intervenire. Desideravo innanzitutto farti i complimenti per lo stile grafico molto evocativo, e gli argomenti di cui parli, e nel caso specifico per aver dedicato questo post a Edith Holden, una figura interessantissima, che personalmente ho scoperto da pochissimo e che sarò ben lieta di approfondire.

    Un saluto,
    Alice

    Piace a 1 persona

  2. Grazie a te Alice! ❤ Edith Holden in effetti è una figura interessantissima da riscoprire, sia dal punto di vista artistico che umano. Io l'ho scoperta solo un paio di anni fa, per puro caso. Peccato che non abbia potuto godere di alcun successo mentre era ancora in vita.
    Un caro saluto!

    Sara

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