Dopo aver letto e apprezzato Charlotte. La storia della piccola Brontë di Antonella Iuliano (trovate la mia recensione qui), è finalmente arrivato il turno di “Doppio Stradivari“, terzo romanzo dell’autrice, pubblicato dalla Genesis Publishing.

La vicenda è ambientata in un affascinante castello alle porte di Vienna. Lena Reiter è una giovane diciasettenne del villaggio che viene assunta come domestica dalla temutissima e glaciale contessa Zsofia Von Grath.

Lena, orfana di padre e con la madre gravemente ammalata, ha disperatamente bisogno di quel lavoro. Fin da piccola ha sempre amato fantasticare sugli abitanti e sui segreti celati in quel Maniero. Un giorno riceve dalla contessa uno strano e inatteso compito:  ogni notte dovrà recarsi da sola in cima alla tetra torre del castello, lasciare qualche vivanda e uscire in fretta senza trattenersi per nessun motivo, né rivolgere la parola a nessuno, pena la propria vita. Ma una notte, in quella torre, scorgerà inaspettatamente una ragazza della sua età, dai lunghi capelli color ebano e dai profondi occhi neri, rannicchiata in un angolo con addosso un lacero abito da lutto, che le rivolgerà la parola.

Ma chi è questa ragazza? E perché si trova prigioniera in quel castello?

Numerose sono le domande che Lena si porrà, e tanti i misteri celati da quella famiglia e da quel castello.

Notte dopo notte, Lena scoprirà che il destino di Larissa, la fanciulla rinchiusa nella torre, è strettamente legato a due violini: uno nero e uno bianco, fabbricati entrambi a Cremona da Antonio Stradivari in persona. Fortissimo è il legame affettivo che lega Larissa a quei violini e a quella dolce musica, pregna di ricordi, mai assopiti nel suo cuore.

Riuscirà Lena a ritrovare i due violini e a salvare la vita di Larissa?

 

 

 

La trama di Doppio Stradivari è avvincente e incanta il lettore fin dalle prime pagine, soprattutto la prima parte, densa di misteri e interrogativi.

Ho particolarmente gradito l’atmosfera squisitamente gotica che pervade tutta la storia che, come un’antica fiaba, sembra trasportarci in un altro mondo.

Splendida la scelta dell’ambientazione austriaca. Ho visitato Vienna alcuni anni fa, durante una gita scolastica al liceo, e sono rimasta piacevolmente rapita dall’atmosfera magica e irreale di quella città.

Il finale del libro non vi deluderà e neanche i personaggi.

 

Tra le tante nubi che sovrastano le esistenze umane, anche nelle notti più buie, quando crediamo che non ci sia una via d’uscita, può salvarci il più blando raggio di luce.

 

Una lettura consigliatissima, ideale per tenerci compagnia soprattutto in queste prime fredde giornate invernali.

 

«Trova il violino nero e portamelo. Lascia che lo veda un’ultima volta.»

 

 

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Link per informazioni o per l’acquisto del libro: qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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