Questa è il secondo libro che leggo di Carmela Giustiniani, scrittrice e blogger che già conoscevo perché avevo letto in precedenza la sua bella biografia dedicata a Frances Hodgson Burnett (trovate la mia recensione qui), autrice che ho sempre portato nel cuore fin dall’infanzia.

Si intitola Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim. Pubblicata dalla casa editrice flower-ed nell’estate del 2017, è la prima biografia in italiano esistente dell’autrice, quindi ancora più preziosa.

 

 

 

Conoscevo Elizabeth  solamente in quanto autrice di Un incantevole aprile, del quale avevo visto il film, diretto nel 1992 da Mike Newell, diversi anni fa.

Molto bella la premessa che Carmela dedica alla biografia, dalle cui parole traspaiono tutto il suo amore e ammirazione per Elizabeth.

Carmela ripercorre attentamente passo dopo passo la vita di questa coraggiosa donna, poco nota in Italia, intrecciandola parallelamente con le sue opere, quasi tutte semi-autobiografiche.

 

 

Elizabeth von Arnim  (fonte: elizabethvonarnimsociety.org)

 

 

Nata in Australia nel 1866 da una famiglia borghese inglese, il suo vero nome era Mary Annette Beauchamp, ma firmò i suoi romanzi come Elizabeth (il suo alter ego letterario) e come tale si fece sempre chiamare. Era la cugina di un’altra grande scrittrice, Katherine Mansfield.

Donna indipendente, ironica e moderna,  Elizabeth si sposò con il Conte prussiano Henning August von Arnim Schlagenthin. Ebbero cinque figli, ma il matrimonio si rivelò un vero inferno per lei, tant’è che aveva soprannominato il marito “l’uomo della collera“.

Nel 1898 Elizabeth pubblicò il suo primo romanzo autobiografico, intitolato Il giardino di Elizabeth, uno dei miei libri preferiti di questa scrittrice. Fu un enorme successo ed Elizabeth continuò sempre a scrivere, fino alla fine, pubblicando in totale ben ventuno romanzi.

 

Ma devo confessare che a volte, davanti a queste pompose signore munite di monocolo che esaminavano la mia casa nel dettaglio, mi sono sentita annichilire. Ѐ capitato che, dissezionando freddamente dalla comoda distanza della finestra aperta tutto ciò che io tanto apprezzo degli interni, una di queste matrone abbia espresso compassione per la mia solitudine, e quando ho dichiarato che a me invece piaceva, ha mormorato: «Assai modesto». In quell’occasione mi sono davvero vergognata delle mie parche esigenze, ma è durato solo un momento, e solo perché quel monocolo sembrava volermi incenerire. In fondo lo spirito della sua proprietaria è lo stesso che alberga nelle mie domestiche, ragazze per cui la felicità consiste nel vivere in città con persone come loro e ritrovarsi per bere birra e ballare la domenica pomeriggio. La frenesia di stare sempre in compagnia e la paura di rimanere soli sia pure per poche ore, non la capisco proprio. Io riesco a intrattenermi benissimo con me stessa per settimane di fila senza quasi accorgermi di essere sola se non per il senso di pace che mi pervade.

Elizabeth von Arnim, “Il giardino di Elizabeth”

 

Statua dedicata a Elizabeth von Arnim a Buk, in Polonia  (fonte: Wikipedia)

 

Elizabeth amava i giardini, i cani , la solitudine, le montagne. Costanti nella sua vita furono il desiderio di fuga e la ricerca della felicità.

Sentimentalmente la sua vita fu molto inquieta, come il periodo storico in cui visse. Si sposò due volte ed ebbe due amanti, ma nessun legame si rivelò duraturo nel tempo. Trauma terribile per Elizabeth fu la morte in Germania della quarta figlia, Felicitas, tragedia rievocata nel suo intenso romanzo La storia di Christine.

Nonostante i dolori e i lutti che la vita le aveva riservato sul suo cammino,  Elizabeth conservò sempre intatto il suo spirito ironico e l’amore per la vita.

Sia io che mia madre ci siamo follemente innamorate di Elizabeth e piano piano stiamo recuperando tutte le sue opere.

Dobbiamo proprio ringraziare Carmela per averci fatto scoprire questa donna e scrittrice straordinaria che ha ancora tanto da insegnarci.

 

Elizabeth e i suoi amati cani  (fonte: dogsmakeeverythingbetter.com)

 

 

Dopotutto, pensò, c’erano sempre i cani. E nessuno avrebbe mai potuto sentirsi solo al mondo fintanto che ci fossero stati i cani”.

Elizabeth von Arnim

 

 

20171106_132317

 

Per informazioni o per acquistare il libro, cliccare qui

 

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “Tra i miei libri: “Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim” di Carmela Giustiniani

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