Il 15 marzo 1920 sembrò apparentemente una giornata come le altre, ma non lo fu affatto.

Edith Holden si alzò come tutte le mattine, accusando un mal di testa, ma capitava sovente e non vi diede molta importanza. Fece colazione con il marito, lo scultore Ernest Smith, il quale la informò che a breve sarebbero venuti in visita dei loro amici, a quanto pare molto attesi. Poi la salutò per recarsi a lavoro al St James Palace a Londra, come gli altri giorni.

Un rassicurante sguardo, la porta che si chiude frettolosamente, i passi che si allontanano dalla loro casa a Oakley Crescent, a Chelsea. Ernest non poteva sapere che non avrebbe mai più rivisto sua moglie.

 

Edith Holden negli anni del suo matrimonio.

 

Edith programmò nel pomeriggio di andare al fiume e di fare un bella passeggiata nella zona intorno a Kew Gardens. Le passeggiate in mezzo alla natura sono terapeutiche ed Edith lo sapeva fin troppo bene. Quante volte erano state la sua ancora di salvezza, l’unica maniera per evadere dall’opprimente realtà e far sparire magicamente i problemi in una bolla di sapone. Quei fiori, quelle piante, quegli animali, così puri e innocenti, evocano benessere e felicità. Sono incapaci di provocare dolore e vanno protetti.

Durante il suo tragitto incontrò un passante, forse un conoscente che le chiese dove stesse andando di bello. Lei, gentile, rispose. Poi seguitò a camminare, alla ricerca di fiori e piante selvatiche utili per lo studio e per i suoi disegni.

Mentre stava perlustrando la zona, qualcosa attrasse irresistibilmente la sua attenzione. Si trattava di un possente ramo di gemme di castagne, ma si trovava molto in alto, troppo in alto. Dopo anni e anni di escursioni campestri nelle zone più desolate e impervie, Edith non temeva certamente un ramo. Si arrampicò con cautela, si appoggiò con i piedi su due ceppi di legno e con l’ombrello che aveva con sé si aiutò, tentando di raggiungere quelle gemme che sembravano chiamarla. Ecco che ci riesce, le afferra e le prende felicemente con sé.

All’improvviso, uno schianto terribile. Il ramo che apparentemente sembrava così robusto, cede.

Acqua, paura, dolore, buio, morte.

Quando Ernest tornò a casa quella sera trovò la tavola perfettamente apparecchiata per la cena, ma nessuna traccia della moglie. Dov’era finita? Pensò che si fosse attardata  presso alcuni amici, ma strano che non avesse avvertito prima per segnalare la sua assenza. Non era da lei una simile negligenza. Attese, in silenzio. Il ripetitivo ticchettio dell’orologio che rompeva il silenzio sembrava una bomba in procinto di esplodere.

Non tornò nessuno. Durante la notte Ernest allertò la polizia.

Ansia, terrore, panico, interrogatori senza fine.

Il corpo senza vita di Edith venne ritrovato la mattina  seguente alle prime luci dell’alba dal poliziotto Cattell, in una sponda isolata del fiume vicino i Kew Gardens.

Fu aperta un’inchiesta e venne effettuata l’autopsia sul corpo. Nessuna traccia di violenza fisica o di difesa. Edith era morta per annegamento a quarantotto anni. Tuttavia restavano dei misteri. Possibile che nessuno nelle immediate vicinanze abbia udito o visto nulla? Edith aveva provato a chiedere aiuto o aveva perso immediatamente i sensi a causa della violenta caduta in acqua?

Cos’era successo veramente?

Chi ha tradito Edith? La natura, il fato o qualcuno in carne e ossa?

Nessuno potrà mai dircelo. Restavano solo un albero di castagne con un ramo spezzato e dei piccoli ramoscelli con delle gemme, che Edith ancora stringeva saldamente tra le mani; accanto a lei il suo ombrello. Gli unici silenti testimoni.

Alcuni familiari ipotizzarono addirittura che si potesse trattare di suicidio premeditato, ma chi conosceva profondamente Edith, sapeva bene che lei lo aveva sempre condannato severamente.

 

Edith Holden

 

Dopo la tragedia, Ernest cadde in depressione. Tentò di riprendersi, buttandosi a capofitto sul suo lavoro che adorava, ma si ammalò e morì diciotto anni dopo la scomparsa della moglie.

Nulla era più come prima.

I diari di campagna di Edith Holden, unica testimonianza di un mondo che non c’è più,  verranno alla luce solo settant’anni dopo la sua morte.

 

 

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