La grandezza dei figli dà lustro ai padri.

James Senior

 

Dopo il Bicentenario di nascita di Emily Brontë , quest’anno si festeggia Patrick Brontë, il padre delle famose scrittrici Charlotte, Emily e Anne. Per tutti gli appassionati brontëani che amano scrivere, è tuttora in corso Premio Letterario De Leo- Brontë 2019, indetto annualmente dalla professoressa Maddalena De Leo, referente italiana della Brontë Society. Quest’anno il Premio sarà interamente dedicato al Reverendo Brontë .

Nell’anniversario della sua nascita, vogliamo ricordarlo per l’uomo e il padre che è stato.

Chi era Patrick in realtà?

 

Patrick Brontë da giovane  (fonte: Pinterest)

 

 

Nato il 17 marzo 1777, giorno in cui si celebra la famosa festa di San Patrizio, primogenito di una numerosa famiglia di contadini irlandesi, Hugh Brunty (o Prunty) e Eleanor (Alice) McClory, Patrick cresce tra povertà e privazioni,  trascorrendo le sue giornate a lavorare, a tessere e a sognare. La sua ambizione vola in alto, lontano da quell’umile cottage a Emdale e da quella terra tanto bella quanto povera.

Grazie ad alcune influenti amicizie, riesce a laurearsi in Teologia presso la prestigiosa Università di Cambridge e a divenire un Ministro della Chiesa d’Inghilterra.

È proprio qui che decide di cambiare definitivamente il suo cognome in Brontë (con la dieresi sulla “e” finale), in onore del suo eroe, Lord Horatio Nelson, duca di Bronte, un paese in provincia di Catania, in Italia.

Mirava in alto il giovane irlandese, ma purtroppo per spiccare il volo occorrono ali che solo il vile denaro è in grado di fornire.

Passionale, testardo,  austero, solitario, eccentrico: Patrick è tutto questo. È anche un uomo molto affascinante con quei capelli rossi e quegli occhi azzurri,  e sicuramente si lascia dietro un bel po’ di cuori infranti (come Mary Burder).

Il 29 dicembre 1812 si sposa nella parrocchia di Guiseley con la mite e gentile Maria Branwell,  figlia di un agiato mercante di Penzance, in Cornovaglia e fiera discendente del pirata inglese Thomas Wedge, ma un terribile cancro alle ovaie nel settembre del 1821 la porterà via da questo mondo.

Che marito è stato Patrick? Sicuramente eccentrico e talvolta eccessivamente rigido. Sembra che un giorno fece a pezzi con le forbici un vestito di seta della moglie che trovò nella sua camera poiché lo riteneva troppo frivolo; che quando era irato sfogava la sua furia con veemenza segando gli schienali delle sedie e bruciando tappeti.

Aveva delle manie peculiari e abitudini ferree: preferiva consumare i pasti da solo nel suo studio; portava sempre con sé una pistola carica per difendersi in caso di aggressione o di pericolo, che poi scaricava al mattino sulle tombe del cimitero adiacente alla Canonica di Haworth; e indossava ogni giorno, ben annodata attorno al collo, una sciarpa bianca di seta per proteggersi dal freddo pungente dello Yorkshire.

Patrick e Maria avranno sei figli, ma solo quattro sopravvivranno fino all’età adulta: Charlotte, Branwell, Emily e Anne. Le due primogenite, l’intelligente Maria e la mite Elizabeth contraggono entrambe la tubercolosi nell’infernale scuola di Cowan Bridge in cui Patrick le aveva mandate, ignorando gli orrori che si celavano dentro quelle mura, e moriranno nello stesso anno.

Ciascun figlio, a suo modo, gli assomiglia tantissimo, soprattutto Emily, la quale eredita dal padre la testardaggine e il suo amore per la brughiera e gli animali.

Branwell, l’unico figlio maschio, gli assomiglia molto fisicamente, ma non ha il suo stesso temperamento. Le continue pressioni del padre non lo faranno mai sentire all’altezza dei sogni gloriosi che gli venivano continuamente prospettati e morirà in giovane età, devastato nel corpo e nel fisico dall‘alcol, preda dei demoni della fragilità e dell’insicurezza.

Pur avendo sempre avuto una palese preferenza per Branwell, Patrick pensa anche all‘avvenire delle figlie femmine. Sa benissimo che il denaro che guadagna non  è sufficiente per la sopravvivenza di tutta la famiglia. Le ragazze vengono istruite al fine di poter esercitare in futuro una professione dignitosa, che all’epoca, per le donne istruite e di mezzi modesti, era rappresentata solo dalle istitutrici: un lavoro sofferto e sottopagato che farà sempre sentire prigioniere sia la ribelle Charlotte che la resistente Anne.

Emily resterà a casa, in balia delle incombenze domestiche che svolgeva quotidianamente con grande solerzia. Tuttavia si sentirà in colpa per essere sfuggita a quel destino di prigionia.

Patrick, pur avendo pensato al loro avvenire, non aveva previsto per loro lo stesso futuro dorato che aveva sempre designato per Branwell. Nel periodo vittoriano (ma anche tuttora) era molto difficile per le donne emergere e far sentire la propria voce in mezzo a tutto quel chiasso maschilista. Sarà proprio grazie a quelle figlie silenziose e profonde se il cognome Brontë verrà ricordato e osannato dai posteri, raggiungendo inimmaginabili vette di gloria.

 

Non nego di essere eccentrico. Essendo stato annoverato come un tipo calmo,  sereno, originale, uomo di mondo, non sarei stato quel sono,  e con tutta probabilità non avrei avuto i figli che ho avuto.

Patrick Brontё

 

Anche Patrick aveva accarezzato sogni letterari. Difatti ha scritto e pubblicato diverse opere, come The Cottage Poems, The Rural Minstrel, The Cottage in the Wood, La fanciulla di Killarney. Albion e Flora.

Dopo le premature e ravvicinate perdite di Branwell, Emily e Anne, gli resterà solo la figlia Charlotte. Non desidera che si sposi.  Del resto, non ha mai nutrito pensieri incoraggianti nei riguardi del matrimonio. Ma arriverà un curato irlandese,  il tenace e paziente Arthur Bell Nicholls, che si innamorerà di Charlotte e la chiederà in sposa , sfidando l’ira dell’anziano Reverendo. Patrick non può che chinare la testa, seppur controvoglia. Con una scusa, non si recherà neanche al loro matrimonio.

Ma il fato è infido e decide di portargli via anche l’ultimo componente che gli era rimasto della sua famiglia.

 

Illustrazione che ritrae Patrick Brontë assieme alla figlia Charlotte  (fonte: Pinterest)

 

Patrick sopravvivrà fino all’età di ottantaquattro anni, portando con sé un bagaglio pieno di ambizioni, di rimpianti, di perdite, di avventure mai vissute e di sogni di gloria inaspettatamente realizzati.

 

Ho vissuto abbastanza per seppellire una moglie adorata e sei figli e tutto quel che ho avuto, l’ho fortemente goduto in loro compagnia e conversando con loro e molti di loro erano nati per essere i migliori compagni. Ora sono tutti morti, la loro immagine e il ricordo restano e mi incontrano ogni volta”.

Patrick Brontё

 

Patrick Brontë in tarda età  (fonte: northernlifemagazine.co.uk)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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