Tante novità sono successe in questi mesi! Partiamo dall’inizio. Vi racconterò cos’è successo e il dietro le quinte.

Il 23 ottobre 2019 mi sono laureata con una tesi di laurea specialistica dedicata alla scrittrice americana Jean Webster e al suo amore per l’Italia presso l’Università degli Studi di Macerata. Il relatore della tesi, il professor Marco Severini,  docente di Storia dell’Italia Contemporanea, si è particolarmente interessato alla sua figura tanto che ha pubblicato un mio saggio dedicato al Grand Tour in Italia e a Jean Webster all’interno del numero 4  di Itineris, una rivista di storia dei viaggi in età contemporanea, promossa dall’Associazione di Storia contemporanea, il cui direttore è proprio il professor Severini.

 

9788897912569_0_221_0_75

 

 

Ma le sorprese non finiscono qui. Sempre lo stesso professore ha deciso di presentare ufficialmente la mia biografia dedicata a Jean Webster , C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster”, (per leggere la mia presentazione sul blog cliccate qui), pubblicata dalla casa editrice flower-ed nell’aprile del 2018, presso la Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia, in provincia di Ancona.

Non vi dico la mia emozione! Non capita ogni giorno l’onore di presentare e poter parlare di una propria opera, del frutto del tuo lavoro.

La presentazione, coordinata dall’Associazione di Storia Contemporanea,  è avvenuta venerdì 8 novembre 2019  e ha rappresentato il primo incontro della XX edizione della rassegna “Incontri con la storia“, creati per dare spazio alla voce e all’operato delle donne.

Per chi non è stato presente vi racconterò un po’ del mio viaggio a Senigallia e della presentazione del mio libro. Allacciate le cinture e venite con me a Senigallia!

 

Screenshot (70)
La locandina dell’evento

 

Premetto che non conoscevo Senigallia. I miei genitori sostengono di avermici portato da bambina a passeggiare sul lungomare,  sulla sua famosa “spiaggia di velluto” ma non ne ho ricordo. Evidentemente ero molto piccola.

Senigallia non è vicinissima a Osimo, dove abito. Dista un’ora abbondante di automobile, se non c’è traffico.

Non conoscendo bene le strade da percorrere, mi sono fatta accompagnare in automobile da mio padre, che ha gentilmente accettato di scortarmi (mia madre purtroppo era ammalata e ha preferito restare a casa).

Dovete sapere che mio padre è un uomo molto ansioso (molto, molto più di me), quindi ha deciso di partire più di due ore prima dell’inizio della presentazione del libro, fissata per le ore 17.30.  Insomma, alle 16.15 eravamo già arrivati a Senigallia.

Il tempo era uggioso e malinconico, ma fortunatamente non ha intaccato la radiosa bellezza di Senigallia, che dà sicuramente il suo meglio durante la stagione estiva. È davvero una città incantevole, con il mare a due passi,  le sue ampie piazze circondate dal fiume Misa e da palazzi ricchi di storia che sembrano trasportarti nel passato. Nonostante il cielo grigio e nuvoloso, il mare era calmo e scuro,  sicuro di sé, con qualche lieve accenno di schiarita all’orizzonte. I pochi e deboli raggi solari che tentavano di far capolino tra le nubi, tingevano il mare di un azzurro dorato.

La splendida Rocca Roveresca, situata proprio davanti la stazione, ci ha dato subito il benvenuto. Io sono innamorata dei castelli! Peccato che non ci sia stato il tempo di visitarla per bene all’interno.

La Rocca, così come appare oggi, è il prodotto di un processo evolutivo verificatosi attraverso i secoli. Essa risulta articolata in due rocche, l’una inglobata dentro all’altra: il corpo centrale, destinato a residenza signorile, è circondato dalla costruzione destinata alla difesa militare. Il grande complesso architettonico è frutto di fasi costruttive succedutesi nel corso dei secoli a partire dalla prima torre difensiva di epoca romana; a seguire la rocca voluta dal cardinal Albornoz nel XIV secolo, l’ampliamento dei Malatesta alla metà del XV secolo e infine l’intervento Roveresco degli anni Ottanta del XV secolo. Quest’ultima ristrutturazione rinascimentale predomina sulle altre.

 

 

Rocca Roveresca di Senigallia

 

 

La Biblioteca Comunale Antonelliana si trova proprio accanto alla Rocca, sul lato ovest, in via Ottorino Manni 1. Sembra anch’essa un castello medievale. All’esterno è circondata dal Foro Annonario, un meraviglioso loggiato ( credo sia utilizzato per il mercato coperto), che di notte diventa particolarmente suggestivo con il suo gioco di luci.  Sotto e attorno il loggiato, vi sono bar e negozietti vari.

 

20191108_164125
Il Foro Annonario

 

Dato che eravamo in largo anticipo, per un po’ abbiamo gironzolato per le vie del centro storico, non allontanandoci troppo, ma per mia sfortuna non ho trovato neanche un negozio di souvenir che adoro. Avete presente quelle bolle di plastica con all’interno l’acqua e la neve? Da quando sono piccola ne faccio la collezione e in ogni luogo che visito mi piace acquistarla per ricordo, ma a Senigallia ahimè non l’ho trovata.

In giro c’era pochissima gente, sicuramente per via del brutto tempo. Eppure abbiamo ugualmente intravisto dei turisti con la macchina fotografica a tracolla. Entusiasti,  sembrano voler divorare ogni cosa con lo sguardo.  Sono proprio in questi frangenti che ci si rende conto che le Marche non hanno nulla da invidiare a nessun’altra regione d’Italia.

Verso le 17.00 ci siamo diretti verso la biblioteca e siamo entrati all’interno. Mai vista in vita mia una biblioteca più bella e più grande. Io sono abituata a biblioteche ben più  piccole e dimesse. Non a caso questa biblioteca è definita la Cittadella dei saperi, perché non funge solo da biblioteca e da archivio storico, ma anche da mediateca, emeroteca, biblioteca per ragazzi, informagiovani e infocittà. Insomma, non è solo uno spazio culturale degno di nota, ma un vero e proprio punto di riferimento per la città.

 

20191108_163921
Una delle entrate della biblioteca

 

Percorrendo alcune sale della biblioteca e alcune rampe di scale, seguendo fedelmente i cartelli di in indicazione, abbiamo finalmente trovato  la meravigliosa Sala Conferenze, che ospita annualmente più di 100 incontri e vari eventi, fra lezioni, seminari, presentazioni e laboratori.  Spaziosa, luminosa e accogliente, con il suo bellissimo soffitto di legno intagliato, sembrava anch’essa darti il benvenuto.

Alcune persone erano già arrivate ed erano in attesa. Mio padre si è subito seduto e ha iniziato a giocherellare con la mia macchina fotografica rosa (eh si, è rosa, purtroppo per lui; era un regalo che mi sono fatta alla precedente laurea) che gli ho prestato per l’occasione (è stata un’impresa insegnargli a scattare una fotografia). Io invece mi sono messa a passeggiare inquieta su e giù per la stanza, come faccio sempre quando sono nervosa. Nel frattempo sono arrivate altre persone.

Alle 17.30 è arrivata la professoressa e direttrice scientifica dell’Associazione Lidia Pupilli, che non conoscevo personalmente, che ha subito dato inizio alla presentazione.

Dopo aver introdotto brevemente con competenza la figura di Jean Webster nel  panorama mondiale della letteratura, la prof.ssa ha iniziato subito a pormi alcune domande (come ho conosciuto Jean Webster e come è nata questa biografia,  perché proprio Jean Webster, dove si trova la casa editrice flower-ed e di quali generi letterari si occupa).

Tramite quesiti e riflessioni, abbiamo ripercorso tutta l’esistenza di Jean Webster: l’infanzia, la sua famiglia all’avanguardia, la triste e misteriosa vicenda che ha coinvolto il prozio Mark Twain e suo padre Charles Luther, la Lady Jane Grey School, il Vassar College e i suoi primi articoli, le sue pubblicazioni, il clamoroso successo di Papà Gambalunga, l’amore, il matrimonio con Glenn e la morte improvvisa.

 

Jean Webster

 

 

La prof.ssa Pupilli si è particolarmente soffermata sul tema dei viaggi,  sul suo amore per l‘Italia, sulle principali dimensioni presenti nei suoi romanzi, sulle idee moderne e femministe che ha sempre nutrito Jean e che ha respirato in famiglia fin da bambina. Ci si è domandati come mai una scrittrice così brillante e talentuosa sia stata quasi dimenticata dal mondo e abbia all’attivo solo tre romanzi su otto attualmente tradotti in italiano, se le sue simpatie socialiste le abbiano creato dei problemi, se ha personalmente conosciuto alcune pioniere del femminismo.

Abbiamo anche parlato dei numerosi richiami letterari presenti nei suoi libri, del suo materiale inedito e della sua documentazione privata sopravvissuta e attualmente presente al Vassar College.

Mi è stato domandato dove e come ho reperito le fonti e il materiale per la stesura della biografia e se è stato difficile scriverla.

Poi sono stata invitata dalla stessa prof.ssa Pupilli a leggere ad alta voce un breve passo del libro a mia scelta. Io letto alcune frasi dell’ultimo capitolo, alle pagine 113-114, in cui la sua città natale Fredonia e il mondo, scioccati dalla sua prematura morte, non hanno potuto a far a meno di ricordare con sincero affetto quest’incredibile e talentuosa donna e scrittrice dalle idee moderne che aveva il sole negli occhi.

Ho letto ad alta voce anche l’epigrafe del libro, le suggestive parole tratte dal romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë, una frase che ogni donna non dovrebbe mai dimenticare.

Jean Webster è una scrittrice che merita molto di più, ma credo che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Jean non sarà mai più nell‘ombra,  questa è una promessa.

C’è stato anche il tempo di parlare brevemente delle mia altre biografie pubblicate sempre dalla flower-ed e la prof.ssa Pupilli si è particolarmente soffermata sulla figura di Edith Holden,  illustratrice e insegnante inglese, perché anch’essa è poco conosciuta in Italia.

Ha poi ricordato che le mie quattro biografie sono tutti acquistabili su Amazon.

 

DSC00142

 

Al termine della presentazione, la prof.ssa si è rivolta al pubblico, chiedendo ai presenti se avessero delle domande per me, dopodiché ha invitato i presenti ad avvicinarsi e a consultare la mia biografia e ad acquistarla, qualora lo desiderassero.

Alcune copie sono state acquistate con entusiasmo, con tanto di dedica e autografo. Ovviamente ne sono stata felicissima, tant’è che dall’emozione mi tremava la mano mentre scrivevo e ho anche inavvertitamente versato il bicchiere dell’acqua posto sopra il tavolo.

Le signore presenti sono rimaste incantate dalla splendida copertina con le rose, tanto care a Jean.

 

 

Una signora di nome Maria Rita, avvicinandosi al nostro tavolo, mi ha calorosamente ringraziato per quello che sto facendo e per aver scritto questo libro.

Mio padre è rimasto di sasso. Non è mai stato un amante della letteratura e della cultura e non mi ha mai incoraggiato in nessun senso. Anzi, semmai il contrario. Se leggete i ringraziamenti finali nei miei libri, non troverete mai il suo nome citato e non è un caso. Spero che stasera abbia imparato qualcosa a proposito del femminismo e dell‘importanza delle donne.

La presentazione è finita alle 19.00 in punto. La prof.ssa Pupilli,  grande ammiratrice delle opere di Mark Twain, mi ha poi confidato di non conoscere Jean Webster, e di esserne rimasta molto incuriosita.

Ci ha gentilmente invitati ad un banchetto in biblioteca, ma vista l’ora e la strada che ci attendeva, abbiamo preferito metterci subito in viaggio per il ritorno a casa.

Io ringrazio di cuore i partecipanti, tutti coloro che hanno assistito alla mia presentazione e anche coloro che avrebbero tanto voluto esserci, ma non hanno potuto. Sapete, per una persona introversa come me, un evento pubblico e ufficiale di tal portata non è esattamente congeniale alla mia natura. Ero molto agitata, ma Jean Webster meritava questa presentazione. Ci sono occasioni che non tornano più nella vita, ci sono treni che una volta persi non ritornano più a prenderti, quindi bisogna afferrarli finché si è ancora in tempo e mettere al bando al paura, almeno per un po’.

Ringrazio vivamente il professor Marco Severini e l’Associazione di Storia Contemporanea per la grande opportunità che mi è stata concessa, e Michela Alessandroni, che avrebbe voluto essere presente, per aver creduto in me e per aver reso possibile la pubblicazione di questa biografia, il mio primo libro.

Ricordatevi che l’opportunità non dovete concederla a me, ma a Jean Webster che, dovunque sia, spero mi abbia ritenuto all’altezza di raccontare la sua vita e le sue opere.

Un sentito grazie anche a Senigallia per le sue meraviglie storiche, per la sua spiaggia di velluto, per la sua apertura verso la cultura e per l’accoglienza che mi ha riservato.

Ricordate che se andate a Senigallia, anche la pioggia e un cielo nuvoloso diventano irrimediabilmente poetici.

 

È molto più divertente vivere i libri che scriverli.

Jean Webster, Papà Gambalunga

 

 

IMG_20191109_011456_670

 

Per informazioni o per acquistare il libro cliccare qui

 

Se avete domande anche voi, vi invito a scrivermi qui sotto o sui social (Facebook, Instagram o twitter) e vi risponderò.

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...