Ecco una recensione che attendevo da mesi di scrivervi, ma il tempo è sempre tiranno. Ne approfitto in questa speciale settimana di febbraio, in cui la mia biografia su Emily Dickinson sta viaggiando in tutta Italia grazie a Telesia Tv.

Ci tenevo a parlarvi di Dickinson, la serie televisiva statunitense dedicata alla famosa poetessa americana Emily Dickinson.

Creata da Alena Smith,  la prima stagione, composta da dieci episodi, è andata in onda dal 1º novembre 2019 sulla piattaforma Apple TV+.

La serie rivisita in chiave moderna e ironica la giovinezza della poetessa.

 

 

Devo confessarvi che inizialmente non avevo troppe aspettative riguardo questa serie, che ho visto a fine dicembre, nel mio salotto, con l’albero di Natale accanto.

Avevo letto in giro pareri decisamente negativi, sicuramente a causa degli evidenti anacronismi presenti e dell’eccessiva modernità che si respira nell’ambientazione e nei vari dialoghi.
Vi consiglio di verificare sempre personalmente e questo vale per ogni cosa. Meglio pensare con la propria testa e avere sempre e comunque una propria opinione.
A dispetto di questi elementi che in effetti sono veri, ho trovato la serie tutto sommato piacevole e divertente. Forse avrei fatto a meno di qualche scena demenziale (come ad esempio nel terzo episodio) o di qualche parolaccia di troppo, però, nonostante tutto, vi ho intravisto il significato della poesia di Emily.

Questa serie, seppur troppo moderna e con qualche anacronismo qua e là, se può servire ad avvicinare i più giovani alla vita della poetessa, ben venga.

Film, serie televisive e cartoni animati non vanno mai sottovalutati. Io stessa da bambina ho scoperto e mi sono avvicinata a diversi classici della letteratura che sono diventati in seguito i miei libri preferiti in assoluto proprio grazie a film e anime.

Il mio episodio preferito è il quarto, “Sola, non posso essere”,  nel quale Emily farà di tutto per difendere  i suoi boschi e in particolare la sua preziosa grande quercia,  alleata della sua solitudine,  piantata dal bisnonno e quindi di grande valore affettivo, dall’ inevitabile avvento della ferrovia ad Amherst, finanziata dal padre.
Pensate che nell’ottavo episodio intitolato “Una certa inclinazione della luce” compare persino la scrittrice Louisa May Alcott, ospite in casa Dickinson per festeggiare il Natale.
Bravissima e molto espressiva la giovane attrice che interpreta Emily Dickinson, Hailee Steinfeld, che ha anche interpretato la Giulietta di Shakespeare nell’adattamento del 2013 di Carlo Carlei.
La serie Dickinson ha ironicamente esasperato le caratteristiche di alcuni personaggi, guardate ad esempio Vinnie, divenuta la regina della frivolezza; Austin, il fratello senza talento letterario, spesso e volentieri invidioso della genialità di Emily, e la signora Dickinsondepressa e ansiosa di dare in sposa le figlie, soprattutto Emily, che invece proprio non vuole saperne del matrimonio.
Per quanto riguarda invece Edward Dickinson viene raffigurato come un padre assente, talvolta troppo severo, incapace di accettare il profondo talento poetico della figlia e forse anche spaventato dal suo genio poetico.
Scene di particolare simbolismo sono quelle in carrozza con la Morte. Emily, fin dal primo episodio, si dichiara innamorata della Morte e spesso, di notte, indossando un vistoso abito rosso, si incontra con lei  su una carrozza trainata da due cavalli fantasma, sempre in movimento, alla ricerca di nuove vittime. Un ricco uomo di colore dà le sembianze alla Morte.

 

Poiché non potevo fermarmi per la Morte,
Lei gentilmente si fermò per me-
La Carrozza non portava che Noi Due-
e l’Immortalità –

Emily Dickinson

 

 

Bellissimo e significativo il legame che si creerà tra Emily e Benjamin Franklin Newton, il quale diverrà il suo amico precettore, la introdurrà nel confortante mondo della letteratura e le darà sostegno morale.

I profondi versi di Emily danno il titolo ad ognuno dei dieci episodi, i quali sono simbolicamente guidati proprio da una o più poesie della Dickinson.

Splendidi i momenti di ispirazione in cui lei compone le poesie nella sua stanza, in solitudine.

In conclusione, secondo me questa serie merita di essere vista. Non vincerà sicuramente il premio per la fedeltà biografica e l’accuratezza storica, ma un senso ce l’ha.

 

 

Per vedere il trailer della serie, cliccare qui

 

 

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