Dopo l’esperienza al Mount Holyoke Female Seminary , Emily si ritrovò sola, una sensazione che conosceva fin troppo bene. Amherst era una cittadina dalla mentalità troppo ristretta  e in casa ci si aspettava che lei aiutasse con le faccende domestiche.  Queste parole a noi donne purtroppo suonano molto familiari.

Ma qualcosa stava per cambiare. Nell’autunno 1847 un giovane studente di Giurisprudenza di nome Benjamin Franklin Newton giunse ad Amherst per fare pratica nello studio di Edward Dickinson. Proveniva da un’umile famiglia ed era un uomo affascinante, colto e serio.  Strinse subito amicizia con Emily tanto da divenire il suo mentore, la sua guida libresca e non ultimo, un amico prezioso.  Emily lo definì “il primo dei miei amici“.

Newton fu il primo  a scoprire l’incredibile talento poetico di Emily e la incoraggiò nello scrivere e nel seguire sempre e solo la sua volontà e il suo credo interiore. Le regalò una copia delle poesie di Ralpho Waldo Emerson, che Emily adorava, e le fece scoprire le opere delle sorelle Brontë, accendendo in lei l’amore per la letteratura.

 

Nell’estate successiva Newton decise di trasferirsi nel Massachusetts per aprire uno studio legale, ma lui ed Emily continuarono a scriversi.

In seguito Newton si ammalò di tubercolosi e inaspettatamente si sposò. Emily rimase molto sorpresa dalla notizia. Che oltre al loro sodalizio intellettuale, vi fosse qualcos’altro?

Una settimana prima di morire, le scrisse:

 

Se vivrò, andrò ad Amherst – se morirò, ci andrò certamente.

 

Newton morì nel marzo 1853, a soli trentadue anni. Emily ne lesse scioccata la notizia sul giornale qualche giorno dopo.

 

Il mio precettore morente mi disse che gli sarebbe piaciuto vivere finché io fossi diventata un poeta.

Emily Dickinson, L265

 

Mesi dopo, decise di scrivere al Reverendo Edward Everett Hale per avere notizie sulle ultime ore di vita del suo precettore e nel 1862 gli dedicò una poesia: Le tue Ricchezze – mi insegnarono – la Povertà.

La recente serie televisiva Dickinson ha dato molto spazio al legame profondo tra i due, ritraendoli come due giovani innamorati divisi dalla prematura morte di Newton.

Quale che fosse il vero legame tra i due, resterà sempre un mistero. Sta di fatto che la presenza di Newton si rivelò fondamentale per la vita di Emily e per la sua futura opera poetica.

 

Da bambina ebbi un Amico, che mi insegnò l’Immortalità – ma essendovisi egli stesso avventurato troppo vicino – non ritornò più – Poco dopo la morte del mio Precettore – e per molti anni- il mio Lessico – fu il mio solo compagno.

Emily Dickinson, L261

 

 

Emily Dickinson 

 

 

 

 

 

 

 

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