Ecco un romanzo di cui desideravo parlarvi da un sacco di tempo, ma ho colto l’occasione ora che sono riuscita a reperire dall’America (a un prezzo accettabile) la prima rara edizione dell’ottobre 1915 di Caro Nemico (Dear Enemy) della scrittrice americana Jean Webster. Sapete che ho la fissa per le prime edizioni, mi emoziona sempre pensare che l’autrice le abbia viste e ammirate con i suoi occhi. Questi preziosi libri sono diventati ormai il mio tesoro personale (esatto, come ne Il Signore degli Anelli).

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Prima edizione di “Caro Nemico” (ottobre 1915)

Caro Nemico purtroppo è l’ultimo romanzo di Jean Webster e si tratta di una sorta di sequel (lo si potrebbe definire anche spin-off) del noto Papà Gambalunga, pubblicato nel 1912. Il libro balzò subito ai primi posti in classifica, riscuotendo un grande successo, anche se non raggiunse la popolarità di Papà Gambalunga.

Chissà se l’autrice avesse in mente un adattamento teatrale anche per quest’opera. Purtroppo la sua prematura morte, avvenuta appena otto mesi la pubblicazione del libro, bloccò ogni iniziativa.

Jean Webster

Tuffiamoci nella storia!

Come Papà Gambalunga, anche questo è un romanzo epistolare, illustrato personalmente dall’autrice, ma cambiano i protagonisti. L’eroina del romanzo è infatti Sallie McBride, amica e compagna di stanza di Judy Abbott all’università, che verrà incaricata proprio da Judy e da suo marito Jervis Pendleton, di diventare la nuova direttrice del tetro orfanotrofio John Grier, dove è cresciuta Judy.

Avremo modo di approfondire bene la personalità di Sallie, che è molto diversa da Judy. Lei non è un’orfana, anzi: proviene da una famiglia ricca e agiata. Inizialmente confusa e scioccata dal nuovo ambiente, nel corso della storia, tuttavia, Sallie darà prova di enorme forza e coraggio e dovrà fare i conti anche con il suo cuore.

Avremo anche delle notizie sul futuro dei nostro amati Judy e Jervis (io non vi dico nulla per non rovinarvi la sorpresa) e troveremo un animaletto: Singapore, l’inseparabile cane di Sallie.

Jean Webster ha la rara capacità di creare eroine umane, con pregi e difetti (nelle quali anche noi possiamo riconoscerci), ma ognuna diversa dall’altra. E questo naturalmente vale anche per i personaggi maschili.

L’eroe maschile di Caro Nemico è il dottore scozzese Robin MacRae (nelle edizioni italiane il cognome è stato abbreviato in McRae), un uomo burbero, brusco, di poche parole, ma con un cuore grande. Sallie lo soprannominerà ironicamente “Nemico”  e “Sandy” perché i due all’inizio non si sopportano, ma nel corso della storia impareranno a conoscersi l’un l’altra, tanto da innamorarsi.

Vi sono diverse analogie con La Principessa del Grano , romanzo di Jean Webster ambientato in Italia, recentemente tradotto per la prima volta in italiano, pubblicato dalla casa editrice flower-ed (per la presentazione del libro cliccare qui).  In entrambe le opere,  abbiamo due protagonisti che inizialmente si detestano; un’eroina che sembra frivola e superficiale e un eroe che sembra freddo e antipatico; ma le apparenze ingannano e Jean Webster ce lo ricorda sempre. Ci penserà il fato a scombinare le carte in tavola. Marcia ne La Principessa del Grano e Sallie in Caro Nemico saranno costrette dagli eventi a maturare, a saper distinguere e a scegliere tra l’uomo bello e “decorativo” e l’uomo profondo e di sostanza.

Fate attenzione al dottor MacRae. Sallie più volte ironizzerà sul fatto che il suo brutto carattere sia parte integrante del suo essere scozzese (anche lei tra l’altro vanta tali origini). Il suo tormento interiore deriva dal suo passato. L’uomo ha una vicenda dolorosa alle spalle, un segreto che tenterà di celare al mondo. In questo senso Caro Nemico è forse il libro più autobiografico della Webster, perché il personaggio di Robin MacRae sembra davvero ispirarsi all’infelice vicenda del marito dell’autrice, Glenn Ford McKinney, anche lui forse con origini scozzesi o irlandesi, a giudicare dall’etimologia del suo cognome. 

In Caro Nemico tornano le tematiche care all’autrice, ma si affronteranno anche temi delicati, come il divorzio, la teoria dell’ereditarietà e l’eugenetica, all’epoca argomenti alquanto dibattuti. Il divorzio tra l’altro sfiorerà indirettamente anche la vita l’autrice (Glenn era infatti divorziato).

Generalmente si pensa che l’essere fidanzati dia una piacevole sensazione, ma non è nulla in confronto alla magnifica, sconfinata gioia di sentirsi liberi! In questi ultimi mesi mi sentivo così inquieta, e ora finalmente sono tranquilla. Nessuna ragazza è mai stata tanto soddisfatta alla prospettiva di restare zitella quanto me.

Grazie al libro avremo anche noi la possibilità di entrare tra quelle pareti,  scopriremo le funzionalità e le problematiche della gestione pratica di un orfanotrofio, vedremo l’ipocrisia dei benefattori e talvolta anche degli adottanti. Jean Webster è molto abile in questo. Essendo stata lei stessa una benefattrice e avendo visitato chissà quanti orfanotrofi, sapeva bene come funzionassero concretamente queste istituzioni e di cosa necessitassero. Fu costante l’impegno dell’autrice nel cercare di rendere migliori questi luoghi, e soprattutto più umani.

Il tutto ovviamente sarò condito dalla sua consueta ironia, un’ironia che non fa ridere, ma che ci farà seriamente riflettere.

Attraverso le lettere di Sallie, avremo modo di conoscere e di affezionarci anche noi ai bambini che vivono nell’orfanotrofio (in particolare a me hanno colpito due bimbe: Hattie e Allegra).

Verso la fine del libro sarà menzionata anche un’opera del prozio Mark Twain.

Le traduzioni italiane (ho reperito e letto tutte le traduzioni italiane finora esistenti) non mi sono dispiaciute. C’è una cosa invece che mi ha infastidito. In un’edizione Bemporad Marzocco del 1967 in mio possesso ho notato che i disegni dell’autrice sono stati modificati e ritoccati.

In conclusione, Caro Nemico è un romanzo adorabile, come lo sono del resto tutti i libri di Jean Webster, i quali stanno rapidamente venendo alla luce nel panorama italiano degli ultimi tempi. Direi che lo scopo della mia biografia dedicata all’autrice, C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster (flower-ed, 2018) è stato pienamente raggiunto!

Hai mai visto niente di più spaventoso di quell’obbedienza cieca e assoluta, che la signora Lippett cercava d’inculcare con tanta insistenza? Essa informa l’atteggiamento di tutti questi bambini nei confronti della vita, ma io devo riuscire  sradicarla. Iniziativa, senso di responsabilità, curiosità, immaginazione, lotta… Come vorrei che il dottore potesse iniettare loro con un siero tutte queste qualità!

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Le mie edizioni di “Caro Nemico”
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