Anche questo Natale è passato. Un Natale strano, solitario, quasi claustrofobico, ma pur sempre Natale e, vista la tragicità della situazione attuale, credo sia già un miracolo essere ancora vivi e in salute.

Per le festività ci sono dei film che riguardo sempre con scrupolosa puntualità, come ad esempio La favola del Principe Schiaccianoci, Un amore tutto suo, Papà Gambalunga, Mamma ho perso l’aereo e Il giardino segreto.

Soffermiamoci su quest’ultimo titolo. Come sicuramente saprete, è uscita recentemente una nuova versione, che sono riuscita a vedere prima della fine dell’anno, come mi ero riproposta. Sulla mia pagina Instagram (@dallamiafinestrasite) vi avevo promesso una recensione ed eccola qui.

Partiamo dalla versione del 1993, perché non posso parlarvi del nuovo film senza commentare il film precedente.

Diretto magistralmente dalla regista polacca Agnieszka Holland (ha diretto anche Washington Square), conosco questo splendido film fin dall’infanzia, dalla sua primissima trasmissione televisiva che registrai la notte della vigilia di Natale di diversi anni fa (prima della mia recita scolastica in chiesa) in un vhs.

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Il giardino segreto (1993)

Privo di moderni e spettacolari effetti speciali, nella sua semplicità, naturalezza, purezza e immediatezza, restituisce una magia che nessun effetto speciale sarà mai capace di donare. Le emozioni che vi scaturiscono sono genuine, reali, dirette e intense; per non parlare della magnifica colonna sonora. La canzone Winter Light di Linda Ronstadt sembra voler abbracciare non solo la brughiera, ma anche quel magico giardino segreto, in grado di restituire a tutti la cosa più preziosa in assoluto, senza la quale non si può vivere: la speranza.

La natura, gli animali e i panorami mozzafiato sono un tutt’uno con la storia narrata e procedono di pari passo.

Bravissimi anche gli attori : Kate Maberly che interpreta Mary Lennox, Heydon Prowse, alias Colin Craven, Andrew Knott che interpreta Dickon Sowerby e l’irlandese, in realtà per metà italiano Jonh Lynch (lo ricordate nel film Sliding Doors con Gwyneth Paltrow?) nei panni di Archibald Craven.

Da Oscar l’interpretazione della famosa Maggie Smith nel ruolo dell’austera Mrs. Medlock, la governante della solitaria tenuta Misselthwaite. Da ricordare anche l’accurata sceneggiatura di Caroline Thompson, che ho già avuto il piacere di apprezzare anche in altre opere.

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Kate Maberly (Mary), Heydon Prowse (Colin) e Andrew Knott (Dickon) in una scena del film.

Il film è abbastanza fedele al bellissimo romanzo omonimo (The Secret Garden) dell’autrice anglo-americana Frances Hodgson Burnett, pubblicato in forma di libro nel 1911. A mio avviso questa versione è praticamente perfetta e insuperabile. Ogni scena trasuda spiritualismo, magia, rinascita e speranza.

Bellissima la scena in cui Archibald ode in sogno la voce dell’amata moglie che lo richiama subito a casa; e il finale, con il fantasma di Lilias che, finalmente libero dall'”incantesimo”, passeggia indisturbato nel suo giardino segreto, ora aperto a tutti, fiorito e rigoglioso come un tempo.

Ho visto anche la versione del 1949 e devo ammettere che non mi ha particolarmente colpito.

Detto ciò, addentriamoci nel nuovo film. Se non desiderate spoiler, vi consiglio di non proseguire la lettura.

Bisogna ammettere che non era facile girare una nuova pellicola, visto il successo della precedente.

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Il giardino segreto (2020).

Questa nuova versione, diretta da Marc Munden, è sicuramente spettacolare per quanto riguarda i colori e gli effetti speciali. Basta ammirare il giardino segreto per farsi un’idea. Più che un giardino, sembra una vera e propria giungla, tanto è immenso.

La trama non è molto fedele al libro; vi sono numerose modifiche, a partire dall’ambientazione della storia, che viene protratta al 1947, dopo la Seconda guerra mondiale, anno dell’indipendenza e della divisione dell’India. Personalmente non ho gradito molto questa modifica. L’atmosfera, i valori, le idee e la mentalità sono inevitabilmente differenti da quelli di fine Ottocento- inizio Novecento.

Bravissima la giovane attrice che interpreta Mary Lennox, Dixie Egerickx; un pò meno brillanti gli altri attori. E qui vi è la nota dolente: Colin Firth.

Mi rivolgo alle numerose lettrici e ammiratrici dell’attore inglese, tra le quali figuro anch’io. Se anche voi avete amato il suo Mr. Darcy nella famosa miniserie televisiva Orgoglio e Pregiudizio del 1995 e avete adorato il suo impeccabile charme inglese, temo che rimarrete alquanto deluse, come lo è rimasta la sottoscritta. Colin è indubbiamente un attore meritevole e lo ha dimostrato in numerosissime pellicole, ma il ruolo di Archibald Craven, secondo me, non era adatto a lui.

Mi sono sempre immaginata Archibald come un uomo cupo, ferito, perennemente chiuso nel suo dolore e nella sua insanabile perdita, non un uomo aggressivo verbalmente, vandalo e ubriacone.

John Lynch, nella precedente versione, aveva reso perfettamente questo personaggio, dandogli il giusto spessore, con quel tocco di delicatezza che non guasta mai, soprattutto in un uomo.

Qui i fratelli Martha e Dickon Sowerby sono diventati di colore, mentre il dolcissimo pettirosso, custode del giardino segreto, ha un ruolo puramente marginale.

Non compare l’anziano giardiniere Ben Weatherstaff. Peccato. Ѐ un personaggio significativo, fedele alla memoria della sua padrona Lilias, che ho sempre apprezzato sia nel libro che nella versione del 1993.

Mi è piaciuta molto invece l’introduzione del cagnolino che diverrà inseparabile da Mary, anche se mancano tutti gli animali di Dickon. Se osservate con attenzione il Dickon precedente, lo vedrete sempre in compagnia di scoiattoli, caprette, agnellini, volpi, anatre, oche, corvi e conigli, ecc… perché Dickon non era semplicemente amato, bensì venerato dai suoi animaletti, che vedevano in lui il loro salvatore e protettore.

E dov’è finita la brughiera inglese? Viene mostrata solo di sfuggita, tetra e nebbiosa, all’arrivo di Mary. E poi, che fine ha fatto?

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Il giardino segreto (2020).

In questa versione mancano l’alternarsi delle stagioni, lo sbocciare e la rinascita della natura, la lentezza delle scene e il graduale piacere della scoperta. Nel film del 1993 vi era la graduale e piacevole scoperta del castello misterioso, della brughiera selvaggia, del giardino segreto, di Dickon, di Colin, ecc.. Qui invece è tutto sbrigativo, artificioso e confusionario.

Piacevole la colonna sonora, ma non eccezionale.

Sul finale, non mi è piaciuto affatto l’incendio che distrugge Missetlhwaite, sia fisicamente che simbolicamente. La scena è sembra dubbio intensa e commovente (soprattutto l’apparizione del fantasma della madre di Mary che vuole salvare, consolare e salutare la figlia), ma l’incendio sembra voler cancellare per sempre l’amata memoria di Lilias Craven (qui si chiama Grace) e della madre di Mary, sua sorella gemella (anche nella versione del 1993 le due erano gemelle, mentre nel romanzo Lilias è la sorella del padre di Mary).

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Lilias Craven e la madre di Mary nella versione del 1993.

In conclusione, questo film è senza dubbio gradevole, ma, in tutta sincerità, non è all’altezza della versione del 1993.

Ѐ come se fosse un’altra bella storia, ma non Il giardino segreto che conoscevo e amavo. Non Il giardino segreto del romanzo.

Se lo guardi nel modo giusto, puoi vedere che tutto il mondo è un giardino.

Frances Hodgson Burnett

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Frances Hodgson Burnett

Se volete approfondire il personaggio Lilias Craven, cliccate nel link:

https://dallamiafinestrasite.wordpress.com/2017/10/20/lilias-craven-e-il-giardino-segreto/

Se volete approfondire la figura di Frances Hodgson Burnett, vi consiglio la lettura della sua biografia italiana, intitolata La mia anima è un giardino. Vita di Frances Hodgson Burnett , scritta da Carmela Giustiniani, pubblicata dalla casa editrice flower-ed nel 2017.

Per leggere la recensione della biografia, cliccare nel link:

https://dallamiafinestrasite.wordpress.com/2018/02/24/tra-i-miei-libri-la-mia-anima-e-un-giardino-vita-di-frances-hodgson-burnett-di-carmela-giustiniani/

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Un pensiero su “Tra i miei film: Il giardino segreto (1993) vs. Il giardino segreto (2020)

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