Prima che termini questo afoso mese di luglio (saprete oramai che io rinasco con l‘aria fresca e che amo le sempre più sfuggenti mezze stagioni) vorrei soffermarmi su un interessante libro che ho letto con molta attenzione e che, secondo me, merita un adeguato approfondimento.

Si intitola East Lynne, è stato scritto da Ellen Wood ed è stato tradotto per la primissima volta in lingua italiana, in edizione integrale, dal già noto Riccardo Mainetti che stimo tantissimo, ed è stato pubblicato dalla casa editrice flower-ed che non smette mai di stupirci, sfornando classici mai tradotti, capolavori vittoriani e chicche di ogni genere.

Questo libro, in particolare lo è. La cosa che più vi colpirà non appena lo avrete tra le mani è, non solo la splendida copertina della bravissima Michela Alessandroni, ma il tomo voluminoso. Difatti il romanzo è lungo ben 770 pagine!!! Un lavoro immane che ha richiesto al traduttore ben due anni di intensa dedizione. Da sottolineare che la traduzione si basa sulla prima edizione dell’opera, quindi è fedelissima all’opera. Ma ne è valsa la pena, perché vi accorgerete subito che non si tratta di un romanzo che lascia indifferenti. Mentre lo leggevo, mi sono sentita risucchiata all’interno nella storia, come una spettatrice impotente, e non so cosa avrei dato per poter parlare personalmente ai personaggi, in particolare ad uno di essi.

Non stiamo parlando, quindi, di un libro qualsiasi, ma di un grande capolavoro della letteratura vittoriana, non si sa perché, misteriosamente dimenticato nel corso degli anni, come tante altre splendide opere.

Come molti dei romanzi della prolifica Ellen Wood (1814-1887), East Lynne fu pubblicato inizialmente a puntate. La storia apparve mese dopo mese a partire dal gennaio 1860 sul “New Monthly Magazine” fino al settembre 1861. Fu la casa editrice Bentley and Son ad accogliere la sua proposta e a pubblicare East Lynne in forma di libro, in tre volumi. Il successo di critica e pubblico fu immediato e l’opera divenne in breve tempo uno dei maggiori bestseller dell’età vittoriana.

A me ha colpito soprattutto l’indole e i tormenti della protagonista femminile, la bellissima e delicata Lady Isabel Vane. Una figura affascinante e terribile al tempo stesso, psicologicamente complessa e tormentata, incredibilmente densa di luci e ombre, piena di sfaccettature e aperta a varie interpretazioni. So già che alcuni di voi si schiereranno dalla sua parte e altri forse condanneranno la sua condotta. I gentiluomini alla lettura mi devono perdonare, ma io, per principio, raramente mi schiero dalla parte degli uomini. Come sosteneva la vivace Constance in Jerry Junior di Jean Webster, c’è sempre una motivazione per punire un uomo e statene certi che io la scoverò sempre.

Quindi, complessa l’eroina ma complessa anche la vicenda e lo stesso romanzo, sensazionale oltre ogni dire, in quanto contempla temi scottanti quali l’omicidio, il tradimento, la gelosia e l’adulterio. Un testo nel quale il dramma, il romanticismo, il mistero e il giallo si fondono perfettamente.

Dopo la morte dell’amato padre, Lady Isabel è sconvolta perché, oltre ai debiti lasciatole in eredità dal genitore, East Lynne, la sua grande casa, non le appartiene più. Difatti era già stata venduta in precedenza ad Archibald Carlyle, un giovane, stimato e benestante avvocato locale, da tutti considerato un vero gentiluomo. Carlyle rimane subito folgorato dalla straordinaria bellezza e dalla raffinatezza di Lady Isabel e la chiede in sposa. Lady Isabel pur non amandolo, decide di accettare la sua proposta di matrimonio, dato che il suo futuro è alquanto incerto.

Il tempo passa, nascono dei figli e pur avendo imparato ad apprezzare i meriti di Carlyle, che la ama e le è sinceramente devoto, c’è qualcosa che non va. Lady Isabel non è felice. E’ sempre più confusa e tormentata. Ci sono cose che non riesce a capire, eventi che complicano la sua vita e persone malvagie e ambigue in agguato nell’ombra, pronte e colpire. Ad esempio la viziata e capricciosa Barbara Hare, da sempre innamorata di Carlyle, che gli gironzola sempre attorno e che lui frequenta spesso in quanto amico d’infanzia; Miss Corny, la sorella nubile di Carlyle, dal carattere difficile e intrattabile, che vive con loro a East Lynne e che farà di tutto per rendere un inferno la vita di Lady Isabel. Il colpo di grazia sarà l’arrivo in città del capitano Francis Levinson, un volgare e superficiale seduttore.

Vi sono numerose e intricate sottotrame all’interno, dove troverete di tutto: passioni, pentimenti, gelosie, omicidi, confessioni, tragedie. Nel romanzo approfondiremo non solo la vicenda di Lady Isabel e di Carlyle, ma anche la vita della famiglia Hare, nella cui indole di alcuni membri vi ho intravisto echi della mia stessa famiglia.

A quei tempi, se una donna abbandonava il tetto coniugale, era perduta per sempre e purtroppo, erano sempre e solo le donne ad essere pesantemente condannate e rifiutate dalla società. Gli uomini ne uscivano sempre immacolati.

Tutto il mondo sembra essere contro la povera Lady Isabel, ma io sono dalla sua parte. Mi fa tenerezza e non so cosa avrei dato per poterla aiutare. Pur ammettendo i suoi errori e la sua fatale fuga impulsiva che la porterà alla rovina, siamo proprio sicuri che il marito non abbia nessuna colpa nella faccenda? Sicuramente Carlyle un uomo dabbene e di nobili principi, ma non posso fare a meno di domandarmi che se egli avesse rivolto più attenzioni alla moglie, invece di essere costantemente assorbito dal suo lavoro; se foste stato più aperto e avesse fugato i suoi dubbi sul nascere, e se, vista l’insicurezza e la riservatezza della moglie, l’avesse rincuorata e le fosse stato più accanto, forse le cose sarebbero andate diversamente. Chi lo sa.

Insomma, secondo me, Carlyle avrebbe potuto fare molto di più. Peccato che però la rovina si abbatta sempre e solo sulle donne.

Se solo la dolce e insicura Lady Isabel avesse dato ascolto alle piccole premonizioni che il fato le aveva inviato, come la sventurata rottura dell’amata e preziosa croce dorata, appartenuta alla madre, proprio ad opera di quell’orribile Levinson...

Un libro che mi ha ricordato Anna Karenina e Guerra e Pace di Lev Tolstoj, Madame Bovary di Gustave Flaubert, ma anche la serie televisiva La dama velata. Leggendo il libro, scoprirete il motivo.

Non posso rivelare di più, altrimenti vi rovinerei il gusto della lettura e della scoperta, ma attenzione al finale perché, forse, non sarà quello che vi aspettate.

Curiosità: su YouTube potete trovare diversi adattamenti televisivi dell’opera in lingua originale.

Per informazioni o per acquistare il libro, disponibile in formato ebook e in formato cartaceo su Amazon, cliccare nel link seguente: https://www.amazon.it/gp/product/8885628869?pf_rd_r=M52V5H3S03FM62X72GZ9&pf_rd_p=33a234b0-b2e1-4fd7-9ea3-f5dca6c7be9c&pd_rd_r=9beb6f89-482e-4906-965b-46d

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...