Conoscete già la mia venerazione per Jean Webster, la famosa autrice di Papà Gambalunga. Oltre a questo bellissimo libro, vi sono altre sue opere altrettanto splendide, che purtroppo sono state ingiustamente dimenticate nel corso del tempo o che addirittura non sono mai state tradotte in lingua italiana. È proprio questo il caso di The Wheat Princess (in italiano “La principessa del grano”).

 

Jean Webster

 

Il romanzo, ambientato in Italia, fu pubblicato nel 1905. L’autrice trasse ispirazione per la sua opera proprio durante uno dei suoi numerosi viaggi in Italia che adorava (per un approfondimento cliccate qui).

In realtà Jean inizialmente voleva scrivere un racconto, intitolato Villa Gianini, ma decise in seguito di ampliarlo e di trasformarlo in un vero e proprio romanzo.

 

 

 

 

Ho letto questo libro in inglese l’anno scorso, durante la stesura della mia biografia dedicata a Jean Webster, C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster (se volete leggere la presentazione del libro cliccate qui). Non avevo neanche mai sentito parlare di questo romanzo. Com’è possibile?

Ci sono capolavori della letteratura e testi vari che vengono puntualmente omaggiati da numerose traduzioni ed è un peccato che invece vi siano altri romanzi ugualmente degni di nota che, ingiustamente caduti nell’oblio del tempo,  non hanno avuto la fortuna di avere neanche una sola traduzione italiana.

The Wheat Princess è al contempo un romanzo romantico, storico e sociale. Vi ho trovato molte assonanze con i protagonisti di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen.

 

 

 

 

Siamo nel Lazio, nel 1891 circa, un periodo delicato per l’Italia.

Marcia Copley, giovane e bellissima figlia di un milionario americano, dopo aver ultimato il College, si reca a Roma per far visita ai suoi zii, Howard e Katherine Copley, che hanno deciso di soggiornare per la stagione primaverile a Villa Vivalanti, un’antica e splendida dimora situata nei pressi di Palestrina. L’Italia è un Paese affascinante e magico, ma è anche afflitta da gravi problemi economici e sociali. Marcia fa la conoscenza di due uomini diametralmente opposti: Paul Dessart, un’aspirante pittore, immaturo e spensierato; e Laurence Sybert, attraente e tormentato segretario dell’ambasciatore americano, nonché caro amico di suo zio. Quest’ultimo in realtà è americano come lei, ma è cresciuto e ha trascorso tutta la sua vita in Italia, che considera ormai come la sua stessa patria.

Inizialmente Marcia e Laurence si detestano fortemente. Lui la ritiene una ragazza viziata, leggera e superficiale, mentre lei lo giudica un uomo freddo, cinico e sarcastico, ma nel corso della vicenda avranno modo di conoscersi per quello che sono realmente, oltre la maschera, e gradualmente si innamoreranno l’uno dell’altra.

 

«Devo dire» aggiunse «che in tutto questo tempo siamo stati dei perfetti nemici. Che ne dite se invece diventassimo amici?»
Marcia distolse lo sguardo in un improvviso spasmo di timidezza.
«Ci proviamo?» chiese a bassa voce, piegandosi verso di lei e appoggiando il palmo della mano verso l’alto sul bracciolo della sedia.
Lei lasciò cadere la mano nella sua con esitazione, e le dita di lui le si chiusero sopra. Lui fissò il fuoco per un momento, e poi tornò a guardarla negli occhi.
«Marcia» le disse dolcemente «avete mai sentito il proverbio toscano “I nemici di oggi diventano gli amici di oggi e gli amanti di domani?»
Una rapida ondata di colore le passò sul viso, e un debole rossore di risposta apparve in quello di lui.

(La traduzione è mia)

 

Sarà Laurence ad aprirle gli occhi sulle reali condizioni in cui versa l’Italia. Marcia scoprirà che è proprio suo padre con i suoi sporchi affari il principale responsabile della grave carestia di grano che sta decimando il popolo italiano. Ecco perché la chiamano tutti dispregiativamente “Principessa del grano”. Suo zio Howard le aveva taciuto la verità per non allarmarla e stava cercando di rimediare, come poteva, al vergognoso comportamento del fratello.

Chi sceglierà alla fine Marcia e cosa farà?

 

La felicità sembrava essere dalla sua parte. Perché non riusciva ad accettarla volentieri e chiudere gli occhi a tutto il resto? Una volta che si inizia a vedere la miseria nel mondo, non si smette più. Fino a poche settimane fa dubitava che esistesse al di fuori dei libri, ma ora lo sapeva; l’aveva vista con i suoi occhi. Pensò alle affollate e squallide casette di Castel Vivalanti; alle donne che uscivano all’alba per lavorare tutto il giorno nei campi, ai gruppetti di bambini malnutriti. Oh, si, ora sapeva che la miseria esisteva anche al di fuori dei libri, ma si chiese, con un grido quasi disperato, perché avrebbe dovuto saperlo? Dal momento che non poteva fare nulla per aiutare, dal momento che non era da biasimare, perché non chiudere gli occhi e fingere che non fosse lì? Era il grido contratto dell’anima che per la prima volta ha assaporato la conoscenza; che con occhi aperti esita sulla soglia del mondo reale, con la brama di volgere lo sguardo indietro, verso il mondo irreale dei sogni. Ma nella vita non si può tornare indietro…

(La traduzione è mia)

 

Il finale non vi deluderà, anche se lascerà alcune questioni aperte, come la futura sorte dell’Italia, sorte che neanche la stessa autrice poteva d’altronde prevedere.

 

 

 

 

Jena Webster aveva già compreso chiaramente quali erano i problemi che attanagliavano l’Italia e se fosse ancora viva oggi, avrebbe sicuramente molto da dire a riguardo.

La storia d‘amore tra Marcia e Laurence è veramente romantica. Laurence è decisamente una sorta di Mister Darcy, mentre Marcia ha molto in comune (anche dal punti di vista fisico) con Caroline Penvenen, personaggio femminile che compare in Poldark, l’appassionante saga storica creata dalla penna di Winstom Graham.

 

L’attrice Gabriella Wilde, l’interprete di Caroline Penvenen nella serie televisiva Poldark  (fonte: Pinterest)

 

 

Il paesaggio italiano viene descritto in tutta la sua purezza e magnificenza, ma gli occhi di Jean sono fin troppo acuti e non può non notare cosa si celi dietro tutta quella bellezza: la fatica, la povertà e la crudeltà.

Una storia emozionante che fa anche riflettere, assolutamente meritevole di una degna traduzione italiana.

 

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Per leggere gratuitamente The Wheat Princess in lingua inglese cliccate qui

Per seguire sempre Jean Webster, c’è la pagina Facebook italiana a lei dedicata (che oggi compie un anno): cliccate qui

 

 

 

 

 

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